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CIE DI BARI: Migrante si autolesiona. PDF Stampa E-mail
Scritto da Associazione Class Action Procedimentale   
Sabato 19 Aprile 2014 11:26

Atti di autolesionismo, materassi bruciati, udienze di proroga del trattenimento anticipate di due settimane a causa delle festività pasquali. Sale la tensione nel Cie di Bari. Ieri sera uno dei reclusi si è inferto ripetutamente tagli agli arti con una lametta da barba per protesta. È il drammatico gesto di autolesionismo compiuto intorno alle 22 da Nabir Zahroni un giovane tunisino di 29 anni trattenuto nel centro di identificazione e di espulsione pugliese.

                                                                                                     

L'allarme è stato dato via telefono da altri trattenuti del Cie. "C'era tutto il corridoio sporco di sangue – racconta uno dei reclusi di cui manteniamo l'anonimato – il ragazzo voleva tagliarsi anche i testicoli ma gli è stato impedito dagli altri ospiti della sua sezione che sono usciti dalle camerate e l'hanno fermato. Secondo noi, gli operatori del centro e la polizia avevano paura di entrare nella sezione e prima di soccorrerlo hanno ordinato a tutti gli altri di rientrare nelle stanze". I trattenuti temono che la situazione possa degenerare. "Due giorni fa con l'incendio dei materassi il centro si è riempito di fumo, ma non ci hanno fatti uscire, ci hanno tenuto comunque qui dentro chiusi a chiave – dicono – abbiamo paura di morire bruciati la prossima volta". Un timore da non sottovalutare se si ricorda che un episodio del genere è già accaduto nel 1999, quando sei migranti morirono a causa dell'incendio dell'allora Cpt di Trapani Serraino Vulpitta. In quell'occasione rimasero intrappolati perché non si trovava la chiave della cella. Sempre Zahroni, mercoledì scorso, il 16 aprile ha dato fuoco a un materasso per protesta, subito dopo l'udienza con il giudice di pace in cui gli è stato prorogato il trattenimento di altri due mesi. Secondo quanto riferisce il suo avvocato, Loredana Liso, la settimana scorsa Zahroni è caduto mentre giocava a calcio nell'ora d'aria e si è fratturato un piede. Trasportato in ospedale per le cure, gli è stata prescritta la fisioterapia. Ma nel Cie non è possibile seguire questa prescrizione, tantomeno è possibile accompagnarlo fuori perché non c'è la disponibilità della scorta militare quotidiana. In seguito Zahroni è caduto di nuovo e si è procurato una seconda frattura per cui i medici ospedalieri gli hanno prescritto il riposo. Con questa motivazione all'udienza di proroga il giudice ha deciso di trattenerlo ancora nel centro di detenzione amministrativa del capoluogo pugliese. "Lui sente che non gli è stato garantito il diritto alla salute e con questa motivazione mercoledì ha incendiato il materasso – spiega l'avvocato Liso – per lo stesso motivo, perché sente di non essere curato per le fratture, non può fare la fisioterapia e ritiene che sia stato leso il suo diritto alla salute ieri notte si è tutto tagliato. Questa volta è stato medicato direttamente nel Cie. Oggi quando sono andata a vedere si è spogliato completamente nudo davanti a me per mostrarmi i tagli. Quando è arrivato nel Cie era una persona tranquilla, uno dei trattenuti migliori, poi ha avuto un crollo psicologico a causa della caduta". Zahroni, che ha precedenti penali per spaccio, si trova ancora nel centro perché nessun medico ha dichiarato che le sue condizioni sono incompatibili con il trattenimento nel Cie. Ma il giovane tunisino nei giorni scorsi ha dato segno di grande disagio psicofisico. Resta recluso nel Cie di Bari anche Ronny, il ragazzo albanese di Lucca che vive in Italia dall'età di tre anni di cui Redattore Sociale ha raccontato la storia. Il suo trattenimento nel centro è stato prorogato di altri sessanta giorni dal giudice di pace. L'udienza si è svolta con due settimane d'anticipo rispetto ai termini di legge con la motivazione delle vacanze pasquali. E il trattenimento è stato prolungato di altri due mesi con decorrenza dal 27 aprile. (Fonte: Redattore Sociale, Raffaella Cosentino)