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CIE - Bari 

 

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Bari, il giudice: “Migranti più garantiti in carcere che nel Cie” PDF Stampa E-mail
CIE - Bari
Scritto da Associazione Class Action Procedimentale   
Mercoledì 15 Gennaio 2014 09:04

Al peggio non c’è mai fine. I Cie sono più infernali di un carcere e i migranti che lì sono rinchiusi hanno meno garanzie dei detenuti. A metterlo nero su bianco è Francesco Caso, giudice della I Sezione civile del Tribunale di Bari. Lo scrive nell’ordinanza destinata a fare scuola in Italia, quella con cui ha imposto alla presidenza del Consiglio dei Ministri, al ministero dell’Interno e alla prefettura di Bari di eseguire, entro il termine perentorio di 90 giorni, i lavori necessari e indifferibili per garantire condizioni minime di rispetto dei diritti umani nel Centro di Identificazione ed Espulsione di Bari Palese. “Non è azzardato concludere che, se lo stato degli stranieri trattenuti nei Cie in vista della loro espulsione fosse stato assoggettato alla disciplina dell’ordinamento penitenziario vigente, la loro condizione sarebbe stata migliore o comunque più ‘garantita’, quanto meno sul piano formale”.

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CIE Bari verso la chiusura PDF Stampa E-mail
CIE - Bari
Scritto da Associazione Class Action Procedimentale   
Giovedì 09 Gennaio 2014 12:51

 

L'associazione Class Action Procedimentale comunica che oggi il Tribunale di Bari - Giudice Unico dott. Francesco Caso - ha ordinato al Ministero dell'Interno e alla Prefettura di Bari di eseguire, entro il termine perentorio di 90 giorni, i lavori necessari e indifferibili per garantire condizioni minime di rispetto dei diritti umani nel Centro di Identificazione ed Espulsione di Bari. Il Tribunale ha dunque accolto gran parte delle nostre richieste, formulate con lo strumento giuridico dell’azione popolare. Questo importante provvedimento per noi costituisce un'ulteriore tappa per la definitiva chiusura di una struttura carceraria extra ordinem che calpesta i valori fondamentali di tutela dei diritti umani su cui si basa l'ordinamento costituzionale della nostra Repubblica.

Luigi Paccione

Alessio Carlucci

Nicola Montano


(documenti allegati nella pagina successiva)

Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Gennaio 2014 13:18
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Appello per l’apertura di un canale umanitario per il diritto d’asilo europeo PDF Stampa E-mail
CIE - Bari
Scritto da Associazione Class Action Procedimentale   
Giovedì 03 Ottobre 2013 18:59

Ai Ministri della Repubblica, ai presidenti delle Camere, alle istituzioni europee, alle organizzazioni internazionali

A cadenza ormai quotidiana la cronaca racconta la tragedia che continua a consumarsi nel mezzo del confine blu: il Mar Mediterraneo.

Proprio in queste ore arriva la notizia di centinaia di cadaveri raccolti in mare, ragazzi, donne e bambini rovesciati in acqua dopo l’incendio scoppiato a bordo di un barcone diretto verso l’Europa.

Si tratta di richiedenti asilo, donne e uomini in fuga da guerra e persecuzioni, così come gli altri inghiottiti da mare nel corso di questi decenni: oltre 20.000. 

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CIE: Crotone chiude dopo morte immigrato e rivolta PDF Stampa E-mail
CIE - Bari
Scritto da Associazione Class Action Procedimentale   
Lunedì 19 Agosto 2013 17:32

 

Si chiamava Moustapha Anaki, era marocchino e aveva 31 anni. È morto in circostanze ancora non chiarite mentre era trattenuto nel Centro di identificazione e di espulsione "Sant'Anna" di Isola Capo Rizzuto, vicino a Crotone. Ufficialmente il decesso è stato causato da un non meglio specificato "malore". L'uomo era recluso nel Cie da circa un mese perché immigrato irregolare in attesa del rimpatrio ed era stato trasferito nel centro calabrese dopo avere scontato una pena nel carcere di Salerno. Si trovava in Italia da sette anni, sempre senza permesso di soggiorno, condizione che dal 2009 anche in Italia costituisce reato, anche se non punito con la detenzione in carcere.

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LasciateCIEntrare: in coma farmacologico un ragazzo marocchino nel CIE di Gradisca PDF Stampa E-mail
CIE - Bari
Scritto da Associazione Class Action Procedimentale   
Venerdì 16 Agosto 2013 12:30

 

Gli ultimi giorni all'interno del CIE di Gradisca sono stati drammatici: la tensione portata agli eccessi ha finito per procurare una tragedia, annunciata. I referenti della campagna LasciateCIEntrare hanno seguito ora per ora tutto quello che è avvenuto da giovedì sera, giorno della fine del Ramadan, festa per la quasi totalità dei cittadini stranieri detenuti e ospiti in un centro dove la negazione dei diritti umani è all'ordine del giorno.

Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Agosto 2013 12:35
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